Stili di guida efficiente a bassa velocità

Per medie tra i 30 e 50kph, tipiche di percorsi al di fuori sia dei centri urbani che delle direttrici rapide, su strade dove normalmente non si superano i 70kph, il motore termico tende a operare nella regione del PowerMeter al di sotto di 1/2 ECO, caratterizzata da un basso carico e da una bassa efficienza energetica. Ma con la possibilità di marciare anche in elettrico.

La soluzione è nel non fare lavorare il termico in modo continuo a basso carico, ma nel farlo invece funzionare a tratti, alternati da fasi di spegnimento, a livelli di potenza più alta e, quindi, più efficiente. Due i modi:

  • Uso dello EV, alternato da tratti a termico accesso in cui questo, oltre ad erogare la potenza per avanzare, procede alla ricarica della batteria HV (sulla Prius4 con tipicamente tra 4 e 5kW). E’ il modo in cui tende naturalmente ad operare l’auto, ma potrebbe portare a situazioni con risultati deludenti qualora non si esercitasse alcuna forma di controllo sulla trazione in EV e, soprattutto, sulle modalità di ricarica.
  • Pulse and Glide, cioè fase di accelerazione seguita da fase di rilascio e scorrimento. E’ una modalità di guida introdotta dagli utenti delle prime auto ibride e, col tempo, affermatasi come stile “ufficiale” di molti gruppi di essi. Ha l’inconveniente di indurre ad una andatura dondolante, poco gradevole e in potenziale conflitto col traffico circostante.

Ho pensato di analizzare quantitativamente i vari modi guida, usando un percorso ad anello di quasi 50km, sufficientemente lento e tranquillo, lungo la sponda laziale della valle del Garigliano.

20170723_035956

E’ comunque un percorso su strade normali e in zone mediamente popolate, con un poco di traffico e rallentamenti vari. Una buona base di prova, ma non una “pista” per prove da Hypermiling assoluto.

Ho utilizzato tre modalità di guida:

  1. EV con ricarica ad alto carico, tendenzialmente >90%, con PowerMeter in ricarica prossimo o superiore a 1/2 ECO.
  2. Marcia a SOC alto, sopra il 60%, con uso frequente di Pulse and Glide e PowerMeter sopra 1/2 ECO a termico acceso.
  3. EV con ricarica a consumi istantanei minimi, con basso carico e PowerMeter ai valori minimi per evitare lo spegnimento del termico (con qualche errore).

I risultati ottenuti sono piuttosto simili. Le oggettive necessità del percorso e del traffico non hanno reso possibile una caratterizzazione totale delle tre prove, lasciando una base comune di comportamenti che tendono ad uniformarle.

Qui i risultati in sommario, in articoli successivi analizzerò in dettaglio le singole prove.

Senzanome

5 pensieri riguardo “Stili di guida efficiente a bassa velocità

  1. E bravo Laevus, hai visto che anche tu sei riuscito a chiudere il cerchio, io sono sempre disponibile a fare scambio fra le nostre auto. Ora a parte gli scherzi, correggimi se sbaglio, il miglior risultato 2,12
    l’hai ottenuto, ricaricando stando sotto 1/2 eco ? giusto ?. Se è si, allora avevo visto giusto, quando dicevo che bisognava dare la precedenza alla ricarica, e non alla cinetica?. Comunque, ora sei diventato tu il maestro. Ciao caro, un caro saluto da Giotto

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    1. In realtà ho rinunciato ad approfondire il confronto, elaborando i Log, perché ho valutato che i risultati fossero troppo simili per identificare una chiara tendenza.
      L’unica conferma è appunto che si possono ottenere risultati confrontabili con stili di guida diversi.
      Circa il risultato assoluto, che non era lo scopo della prova, ricordo che altri tester, come Ferls80 con una Prius3, hanno raggiunto e superato la barriera dei 50 km/L.

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  2. Lorenzo, non è la stessa cosa, i test di Ferls sono stati ottenuti su un percorso ad anello e non sul percorso giornaliero, i nostri sono stati ottenuti in un contesto con altre auto, se io avessi continuato la prova dei 2 km ( te la ricordi? ) 56kmL avrei ottenuto un risultato migliore. Anche io ho ottenuto i 50kmL durante un trasloco, ma sono quei casi particolari.
    Ciao caro un saluto da Giotto.

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    1. Non erano percorsi quotidiani. Sono stati scelti perché con poco traffico e sufficientemente stabili per poter effettuare prove ripetute confrontabili.
      Come “pista” per prove estreme di consumo non erano l’ottimo, causa ondulazioni, ripartenze e qualche punto di traffico.

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